Intervista a Joe Oppedisano

Sul nuovo numero di Fotoit di novembre una mia intervista al fotografo Joe Oppedisano

http://www.fotoit.it/2016/

 

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BRESCIA E GLI ANNI RUGGENTI

Un’occasione imperdibile a partire da settembre 2017 per conoscere la storia e l’arte di Brescia attraverso cinque incontri dedicati presso il Follo Volo in Via Trento.

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PILLOLE DI FOTOGRAFIA. 17 luglio

JOHN MORRIS – ROBERT CAPA MI HA DETTO 

John G. Morris ha dedicato tutta la sua vita alla pubblicazione di fotografie per riviste e giornali, era il responsabile della redazione di Londra di Life durante la seconda guerra mondiale e in particolare durante le azioni dello Sbarco in Normandia del 6 giugno 1944.
Sul campo c’era Robert Capa, il più grande fotoreporter del xx secolo, mescolato tra i soldati, arriva sulle spiagge francesi con la prima ondata di fanteria. In Leggermente fuori fuoco racconta ogni attimo di quella mattina di inizio giugno. Scatta una serie di rullini in bianco e nero con la sua Contax, stremato invia alla redazione di Life le pellicole.
Le pellicole qui arrivano ma il giovane tecnico di laboratorio della rivista sbaglia l’asciugatura e porterà alla perdita della maggior parte dei frames. Di tutti questi rimarranno ai posteri le “magnifiche 11” che ancora oggi ci danno il brivido di quella giornata epocale della nostra storia. In questo ebook pubblicato con il Corriere della Sera, Morris racconta per la prima volta la sua amicizia con Robert Capa e la raccambolesca avventura delle pellicole del D-Day, della cui perdita si assumerà sempre la colpa.
Sappiamo che a seguito di questo Robert Capa verrà assunto da Life con un compenso di 9000 dollari annuali (pari ad oggi a 90.000 dollari) ed entrerà nella leggenda con le sue fotografie sgranate, sfocate e immediate dello sbarco.
Morris sarà anche colui che prima di partire per la guerra in Indocina, dirà a Capa “Non partire, questa non è la nostra guerra”. Ma Capa testardo, con l’ansia di documentare e di essere testimone, partirà per coprire il conflitto, e sarà qui che nel maggio del 1954, a solo 41 anni perderà la vita colpito da una mina antiuomo.

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PILLOLE DI FOTOGRAFIA. 16 luglio

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1987. Ferdinando Scianna riceve una telefonata. Sono Domenico Dolce e Stefano Gabbana, due giovani stilisti che stavano iniziando la loro carriera. Dicono di aver realizzato vestiti ispirati alla donna siciliana. Vogliono Scianna come fotografo. E Scianna moda non l’ha mai fatta, anzi, viveva dei soliti pregiudizi da fotoreporter. Accetta la sfida, sceglie Marpessa come modella, partono per la Sicilia senza soldi, senza entourage di truccatori e parrucchieri.
Arrivano nei luoghi della sua infanzia, porta la modella nei luoghi dove aveva vissuto da ragazzo, tra Cartagirone, Bagheria, Ponticello e Palermo, senza nessun progetto preciso in testa, cercando di sfruttare la spontaneità del reportage. Molti prima di lui avevano spostato il set dagli studi all’esterno, nei bar, negli ippodromi, sulle spiagge, ma nessuno prima di lui aveva considerato il mondo sullo sfondo come coprotagonista. Per Scianna la moda non è una bella ragazza in uno studio, ma una ragazza che vive nel mondo, non un oggetto estetico nello spazio ma che vive in rapporto con il contesto.
Ecco che allora Marpessa scende le scale circondata da bambini, si mescola con i ragazzini appena usciti da scuola, la troviamo al mercato vicino ad un macellaio con un quarto di bue sulle spalle, la vediamo mentre si atteggia davanti un bambino che prende in giro il fotografo imitandolo con una scatola di fiammiferi.
Marpessa che nell’immaginario collettivo è siciliana, ma che in realtà è per metà olandese e metà sudamericana. Sono le fotografie di Scianna e gli abiti di Dolce e Gabbana a rendercela siciliana.

 

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PILLOLE DI FOTOGRAFIA 4 luglio

Andre Kertesz, Distortions 1933
Il fotografo ungherese Kertész (1894 – 1985) realizza su commissione nel 1933 la serie “Distortions”, 200 nudi femminili, risultato di esperimenti ottici e riflessi su specchi simili a quelli del luna park. Dopo secoli di corpi scolpiti secondo i canoni della bellezza classica, kertesz rompe le regole, deforma, allunga, distorce il corpo delle modelle infrangendo le regole delle proporzioni e dell’armonia. Le figure diventano inumane, malleabili, plasmabili dalla visione del fotografo. Ma in fondo la fotografia cos’è se non la trasposizione bidimensionale della visione del fotografo?
Le fotografie non vennero comunque pubblicate dalla rivista che le aveva commissionate…

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PILLOLE DI FOTOGRAFIA

25 agosto 1944 Robert Capa arriva a Parigi per la liberazione della città. Dirà che fu per lui il giorno più bello della sua vita. L’alloggio per i corrispondenti di guerra era l’Hotel Scribe, vicino all’Harry’s New York Bar, divenuto famoso per gli scrittori della lost generation. Il solo pittore inviato da Life fu Davis che realizzò questo dipinto in cui si scorge sulla destra il fotografo ungherese, con il suo berretto preferito, solitario e con la barba incolta. Mai tutti i protagonisti che raccontarono la guerra furono immortalati in una fotografia, ma in questo quadro Davis ci da una istantanea del fermento di quei giorni.

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PILLOLE DI FOTOGRAFIA 1 luglio

Philippe Halsman, nato a Riga nel 1906, si trasferisce a Parigi e scappa a new York durante la seconda guerra mondiale, incontra Salvador Dalì per la prima volta nel 1941 e collaboreranno per i successivi 37 anni. Dalle menti geniali e folli di questi due artisti nasce il libro “Dali’s Mustache”, una raccolta di 30 ritratti del pittore surrealista in compagnia dei suoi baffi, il simbolo del potere della sua immaginazione. Il libro è un’intervista che il fotografo sottopone al pittore. Ogni domanda accompagna un ritratto. Il libro si conclude con questa questione di Halsman “Ho il presentimento di aver scoperto il vostro segreto Salvador, non sarete pazzo?” e Dalì risponde “Io sono sicuramente più sensato della persona che ha pagato 95 franchi per comprare questo libro”.

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